Come sacro fuoco esistenziale totalizzante,
per Gianfranco Peiretti
l‘arte è un’emozione forte
che appartiene alla sua stessa vita

(S.N.)

 

«Una certa nostalgia del tempo in cui per dipingere usavo il lucido da scarpe, in fondo in fondo, mi è rimasta, ma ciò che pare trasparire, con prepotenza, negli ultimi pezzi è il ricorso alla linea curva. Forse è tutta colpa di Picasso, che mi costringe tutte le mattine alla levataccia delle sei e, quando è ancora buio e il cielo è terso, ti ritrovi a camminare con gli occhi incollati alla volta celeste. È lì che prendono forma le idee più strane e “curve”».

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